Battezzo il mio blog iniziando con LA domanda alla quale tutti vogliono dare una risposta: “Visual Thinking: cos’è e cosa serve?”. E perché sta diventando così utile a chi insegna, forma, comunica e organizza eventi?
Questo è il primo articolo, da qui ha inizio un viaggio.
Attraverserò il Mondo spettinato di Sophie. Fatto di immagini, pensieri, colori e intriso di domande e qualche volta anche risposte.
Sophie sono io. Da bambina leggevo il fumetto Mafalda di Quino. Mi sento un po’ come lei: ironica, curiosa, spontanea e un po’ spettinata.
Se questo ti piace, siediti comodo. Partiamo?
Ma tu hai capito cosa è questo Visual Thinking?
Indice dei contenuti
Cos’è

Visual Thinking letteralmente significa pensare visualmente.
Si tratta di allenare il cervello a ragionare attraverso le immagini, dando forma a ciò che abbiamo nella mente.
È un vero e proprio metodo volto a mettere ordine nel caos delle idee, che sono tante, spesso confuse e poco a fuoco.
Con schemi semplici, frecce, figure geometriche e simboli, affrontiamo i nostri pensieri, li catturiamo e li vediamo per capirli davvero.
Il nostro cervello adora le immagini: immediate e semplici da elaborare.
Per poter ragionare con il Visual Thinking bisogna conoscerne il linguaggio, il suo alfabeto composto da forme semplici. Comprenderne il significato, saperle inserire in un contesto per arrivare alla soluzione di un problema. Impariamo a vedere davvero!
E per farlo basta poco:
- liberare la mente dai pensieri,
- raccogliere le informazioni da analizzare,
- scegliere il layout visuale adatto,
- selezionare le coordinate giuste per l’obiettivo da raggiungere.
Già, semplice non è, ma se mi seguirai nel mio viaggio troverai spunti utili per farlo.
Il mio approccio al Visual Thinking è quasi filosofico: cerco risposte attraverso ciò che vedo, condenso i pensieri in disegni per capirli meglio.
A cosa serve
Il Visual Thinking è una metodologia usata per elaborare le informazioni più velocemente e per stimolare il cervello a memorizzare. Non c’è un settore specifico dove applicarlo, puoi usarlo per ritrovare il tuo equilibrio interiore oppure per semplificare un concetto complesso e renderlo comprensibile o ancora per farti venire idee innovative.
Ci sono svariati utilizzi tra cui:
- generare nuove idee,
- prendere appunti,
- semplificare testi complicati,
- spiegare concetti,
- presentare progetti
- ordinare i pensieri.
Te ne viene in mente un altro? Se sì scrivimela nei commenti, sarebbe più entusiasmante di uno sciopero dei parrucchieri.
E sai che questo metodo è molto utile anche in azienda?
Come applicarlo in azienda
Il Visual Thinking sta sempre più prendendo piede e diventa uno strumento prezioso per trovare soluzioni rapide e collaborative.
Non servono lunghe passeggiate o infinite docce per farti venire l’idea giusta, basta applicare questo metodo.
Qualche esempio pratico per applicarlo in azienda:
- brainstorming con mappe mentali,
- problem solving con diagrammi e canva,
- gestione delle riunioni con post-it colorati,
- presentazione di nuovi progetti
- ideazione di strategie.
L’utilizzo dei post-it è molto diffuso, questo perché si prestano molto bene. Piccoli, colorati, facili da spostare. Ti obbligano a scrivere poco e ti aiutano a trovare soluzioni in fretta.
Non mi dilungo oltre, è un argomento complesso che merita un articolo tutto suo.
Date tempo al tempo.
Sketchnote: il Visual Thinking nella formazione
Realizzare sketchnote vuol dire creare una sintesi visiva di ciò che si è appreso. Ad ogni parola o frase corrisponde un disegno che ne rafforza il significato. Tutto questo aiuta a creare associazioni visive rendendo l’apprendimento e la memorizzazione più immediati e semplici.
Sia ben inteso: prima si deve ascoltare e studiare. Solo così ritroverai il filo del discorso nello sketchnote e sarai in grado di collegare concetti e imprimere nella tua mente ciò che hai appreso.
Portare tutto questo nella formazione è ciò che mi spinge a continuare il mio percorso lavorativo.
La Sophie spettinata vuole entrare nelle scuole, nelle teste giovani.
È fondamentale insegnare ai ragazzi a:
- fare connessioni,
- usare la propria testa,
- avere idee,
- formarsi opinioni.
Altrimenti rischiamo di essere risucchiati dal pensiero comune, dai pregiudizi, ingabbiati.
Il Visual Thinking può fare molto per l’apprendimento, ne sono certa. Aiuta a stimolare le connessioni, coinvolge maggiormente e aumenta l’attenzione.
Come? In prima linea metterei lo sketchnote e mappe mentali.
Ponti favolosi tra idee e comunicazione. E, per alcuni, l’unica via per apprendere.
Serve essere artisti?
La risposta è semplice: no.
Serve saper disegnare? un po’. Una seppur minima capacità manuale serve per tracciare segni su un foglio. Facile da acquisire e divertente da esercitare.
Serve essere scrittori per scrivere una mail? No, basta conoscere l’alfabeto per formare parole, frasi e concetti.
Allo stesso modo nel Visual Thinking basta conoscere il suo alfabeto: cerchi, quadrati, linee, frecce.
Non è arte, è comunicazione efficace.
Imparando a usare queste forme, puoi combinarle per creare frasi visive che parlano con forza e immediatezza.
In conclusione, imparare a usare anche le immagini nella comunicazione può portarci molto lontano.
Non fa di noi artisti, ma forse pensatori più liberi.
Se ti piace l’idea, sei ufficialmente invitato nel Mondo spettinato di Sophie.
Ti offro una spremuta di forme semplici, la vuoi?
Ti aspetto al prossimo articolo.
