Se ti dicessi che uno scarabocchio potrebbe raccontare tanto di te?
Il disegno automatico è una di quelle tecniche che aiutano senza che non ce ne accorgiamo nemmeno. Sembrano banali finché non provi davvero a farle. Perché quando le fai accade qualcosa. La mano si muove, la testa smette di voler controllare tutto e il foglio si riempie di forme, segni, intrecci, simboli e strane creature che non avevi mai pensato potessero nascondersi nei meandri della tua mente.
Ed è proprio questo il bello. Puoi lasciarti andare. Anzi devi, e non sempre è facile!
Non serve essere un artista. Nemmeno saper disegnare. E via ogni strategia.
Più cerchi di controllare il risultato, meno funziona.
Cos’è il disegno automatico?
Il disegno automatico è una pratica creativa che consiste nel lasciare che la mano si muova liberamente sul foglio senza pianificare cosa disegnare.
Tradotto dal burocratese creativo:
prendi una penna, appoggiala sul foglio e smetti di voler fare bella figura.

Fine della tecnica.
L’obiettivo non è creare un’opera d’arte da appendere in salotto. L’obiettivo è aggirare quel simpaticissimo omino che vive nella nostra testa e che ripete continuamente:
“Non sono capace.”
“Fa schifo.”
“Così non si fa.”
“Che senso ha?”
Il disegno automatico serve proprio a zittire quel brutto ceffo per qualche minuto.
Perché aiuta a liberare le emozioni?
Perché le emozioni parlano per immagini, sensazioni, simboli, colori e associazioni.
Molte volte cerchiamo di spiegare ciò che proviamo usando parole e quelle sembrano non bastare mai. Altre volte non sappiamo nemmeno comprendere ciò che stiamo provando.
E allora arriva il foglio.
E inizi a scarabocchiare senza un obiettivo preciso, emergono forme che spesso riflettono stati interiori, tensioni, desideri o preoccupazioni che non avevano ancora trovato spazio.
Non è magia.
È semplicemente il fatto che, quando smetti di controllare tutto, l’inconscio trova un canale per esprimersi. Siamo così abituati a dover performare che ingolfiamo il nostro io e lui resta fermo mentre il corpo va, ma dove?

Lo scarabocchio non è tempo perso
Questa è una battaglia personale.
Abbiamo passato anni a sentirci dire che scarabocchiare significa distrarsi.
Peccato che il cervello non sia d’accordo. Almeno così dice la scienza e anche la mia esperienza.
Gli scarabocchi possono aiutare a mantenere l’attenzione, a elaborare informazioni e a scaricare tensioni mentali.
E soprattutto ci permettono di entrare in uno stato creativo molto più spontaneo.
Quando vedo qualcuno riempire il margine di un quaderno con linee, spirali e faccine improbabili, non penso che sia distratto.
Penso, anzi sia molto concentrato e che il suo cervello sta facendo ginnastica e sarebbe perfetto nella mia palestra della SPA visuale per la mente.
Disegno automatico e sketch notes: una coppia che funziona
Se frequenti questo blog probabilmente sai già che sono una sketchnoter e che ho una relazione stabile e felice con pennarelli, fogli e idee spettinate.
Le sketchnotes nascono per visualizzare concetti e informazioni.
Il disegno automatico, invece, nasce per lasciare spazio all’espressione spontanea.
Sembrano mondi diversi.
In realtà si alimentano a vicenda.
Più alleni la mano a muoversi liberamente attraverso il disegno automatico, più diventa semplice creare simboli, icone, personaggi e collegamenti visivi durante una live per lo sketchnote.
E più realizzi sketchnotes, più acquisisci fiducia nel segno grafico.
È un circolo virtuoso fatto di scarabocchi, errori e intuizioni.
Praticamente il mio habitat naturale.
Come iniziare subito
Ti serve pochissimo:
- un foglio qualsiasi;
- una penna;
- cinque minuti di tempo;
- la disponibilità a non giudicarti.
Quest’ultimo è l’ingrediente decisamente più difficile da trovare.
Appoggia la penna sul foglio e lascia che si muova senza una meta precisa.
Non cercare di fare qualcosa di bello.
Non cercare di fare qualcosa di sensato.
Segui il movimento.
Quando emergono forme riconoscibili puoi decidere se svilupparle oppure continuare a lasciarle trasformare.
Se ti accorgi che stai pensando troppo, perfetto.
Hai appena scoperto perché questa pratica è utile.
Riporta l’attenzione sulla mano e continua.

Cosa puoi scoprire osservando il risultato?
Non esiste un dizionario universale degli scarabocchi.
Almeno io non lo conosco.
Però puoi osservare alcune cose interessanti:
- quali forme compaiono più spesso;
- quali parti del foglio tendi a occupare;
- quali simboli ritornano nel tempo;
- quali emozioni emergono mentre disegni;
- quali pensieri si presentano senza essere invitati.
L’idea non è interpretare tutto come un oracolo misterioso.
L’idea è sviluppare consapevolezza.
E la consapevolezza, di solito, nasce solo da te.
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Se il disegno automatico ti incuriosisce, sappi che sei nel posto giusto.
Nella mia Community Spettinata ci alleniamo a usare il disegno come strumento di pensiero, espressione e scoperta.
Non servono talenti nascosti.
Non servono lauree in Belle Arti.
Servono curiosità, voglia di sperimentare e il coraggio di lasciare qualche scarabocchio fuori controllo. Bisogna non avere paura di spettinarsi e lasciarsi andare.
Perché spesso è proprio lì, tra una linea storta e un segno apparentemente casuale, che l’inconscio trova il modo di farsi sentire.
E credimi: ha parecchie cose interessanti da raccontare. Lui!
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