Cosa è uno sketchnote? Non un disegno, né un’infografica: facciamo chiarezza

1 Apr , 2026 - Visual Thinking

Cosa è uno sketchnote? Non un disegno, né un’infografica: facciamo chiarezza

Se pensi che uno sketchnote sia “un disegnino carino preso durante una riunione”, è il momento di fare un piccolo reset mentale. Anche se confondi con un’infografica un po’ più informale, ahimè non ci siamo ancora, ma non temere è del tutto normale, se no che ci sono qui a fare?

Facciamo ordine, con calma e senza troppi giri di parole: lo sketchnote non è arte fine a sé stessa, non è decorazione e non è nemmeno una versione veloce di qualcosa di più serio. E allora cosa sarà mai?

È uno strumento. E come tutti gli strumenti, funziona solo se sai a cosa serve davvero.

Cos’è uno sketchnote (davvero)

Uno sketchnote è, prima di tutto, un modo per pensare. Non nasce per essere bello, nasce per essere utile. Si tratta di metodo per prendere appunti visuali in cui parole chiave, piccoli disegni, frecce, contenitori e strutture spaziali lavorano insieme per sintetizzare un contenuto mentre lo si ascolta o lo si elabora.

Il punto fondamentale è che lo sketchnote accade in tempo reale o quasi. Non c’è un lungo momento di progettazione prima, non c’è rifinitura maniacale invece c’è

  • ascolto
  • selezione
  • traduzione visiva.

Mentre lo creo entro in un flusso e trasformo informazioni in sketch, vignette, disegni che aiuteranno me e gli altri a ricordare. Ed è proprio qui che molte persone sbagliano prospettiva: lo sketchnote nasce prima per chi lo fa, poi, con un editing successivo anche per gli altri, purché abbiano ascoltato, sia chiaro.

Tramite il mio skethcnote saranno in grado di rivivere l’evento e le parole ascoltate.

Ho trasformato un mio metodo di prendere appunti in uno strumento utile anche per gli altri, per un follow up successivo e una maggiore retention.

Cosa NON è uno sketchnote

Vale la pena chiarirlo senza mezzi termini: se l’obiettivo principale è “fare qualcosa di bello”, probabilmente non stai facendo uno sketchnote.

Non è un disegno artistico da incorniciare, non è un’illustrazione da portfolio e non è nemmeno una slide elegante travestita da appunto creativo.

Uno sketchnote può essere disordinato, imperfetto, persino un po’ caotico. O far parte di un “mondo spettinato” come il mio. E va benissimo così, perché la sua funzione è catturare il senso delle cose, non vincere un premio di design.

Se togli l’estetica e resta una struttura chiara di idee, sei esattamente nel territorio giusto.

Cos’è un’infografica

Qui cambiamo completamente logica. L’infografica è uno strumento di comunicazione progettato per essere visto, letto e compreso da un pubblico. Non nasce durante l’ascolto, ma dopo, quando le informazioni sono già state raccolte, analizzate e organizzate.

Un’infografica ha un obiettivo preciso: spiegare qualcosa in modo chiaro ed efficace, soprattutto in fase di approfondimento. Spesso rappresenta dati, numeri, statistiche, ma anche spiegazioni di flussi e argomenti specifici di un contesto più grande. Si usa spesso nei giornali e nelle riviste.

A differenza dello sketchnote, qui l’estetica non è un effetto collaterale: è parte integrante del risultato. Deve essere leggibile, coerente e, rendere visivamente gradevole qualcosa che per molti non è come dati, numeri, grafici. Deve funzionare per chi la guarda, non per chi la crea.

Sketchnote vs Infografica: la differenza che conta davvero

La distinzione più utile non riguarda i colori, i disegni o gli strumenti utilizzati. Riguarda il momento e lo scopo. Lo sketchnote è un processo dinamico, nasce dall’ascolto e si forma sul momento, l’infografica è un prodotto basato sulla ricerca di informazioni, progettazione e studio. Ha uno sviluppo più lento.

Questa differenza, da sola, elimina gran parte della confusione. Aggiungiamo l’utilizzo dei testi, molto inferiore nello sketchnote rispetto all’infografica che spiega con frasi, non si limita alle parole chiave.

Quando fai uno sketchnote, stai pensando attivamente e costruendo significato mentre le informazioni arrivano. Quando crei un’infografica, stai comunicando qualcosa che hai già compreso e strutturato. Il primo è veloce, adattivo, personale. Il secondo è intenzionale, rifinito e orientato agli altri.

Confonderli è un po’ come scambiare la traduzione simultanea dall’inglese all’italiano (sketchinote) con la traduzione tecnica di un libro (infografica): possono sembrare simili a colpo d’occhio, ma nascono con funzioni completamente diverse.

Quando usare uno sketchnote

Lo sketchnote dà il meglio di sé quando hai bisogno di comprendere, ricordare e sintetizzare rapidamente. Durante una conferenza, una lezione, un webinar o anche mentre leggi un libro complesso, diventa uno strumento potentissimo per filtrare le informazioni e trattenerle in modo più efficace.

E con l’esperienza e un po’ di strategia puoi portare chi legge dove vuoi tu, o se lo fai per lavoro, dove vuole il tuo cliente.

Con la gerarchia delle immagini e dei testi posso veicolare il messaggio che vuoi tu. Io aggiungo uno storytelling spettinato per far rivivere anche le emozioni dell’evento.

È particolarmente utile quando il contenuto è denso o articolato, perché ti costringe a selezionare ciò che conta davvero. Inoltre, aiuta la memoria in modo sorprendente: il semplice fatto di trasformare parole in immagini e strutture attiva processi cognitivi più profondi rispetto alla scrittura lineare.

Non serve saper disegnare bene. Serve saper ascoltare e vedere cosa è rilevante.

Quando usare un’infografica

L’infografica entra in scena quando il focus si sposta dalla comprensione alla comunicazione. Se devi spiegare un concetto a un pubblico, presentare dati, raccontare un processo e creare contenuti per la divulgazione scientifica improntati su dati certi e tangibili, allora è lo strumento giusto. È statico, solido e non lascia spazio a collegamenti. Spiega i fatti. Testo e immagini vanno di pari passo.

Non si fa live, è frutto di un grande studio, si deve conoscere a fondo la materi per affrontarlo correttamente. Necessita una progettazione minuziosa, i colori, le tipografie, layout e le gerarchie sono le vere protagoniste in gioco.

Puoi lavorare molto sull’impatto grafico e sulla coerenza con un’identità visiva. In altre parole, puoi costruire qualcosa che non solo funziona, lo fa anche senza aver ascoltato o letto. I dati devono diventare narrazione chiara e comprensibile a tutti.

È un lavoro più pettinato, più rigido nei contenuti e decisamente orientato ad approfondire e spiegare.

Il punto in comune (che non è quello che pensi)

Sì, entrambi usano elementi visivi. E in realtà non è nemmeno questo il vero punto di contatto. Il tratto comune è l’obiettivo di rendere le informazioni più accessibili e comprensibili, ossia semplificare. Lo fanno entrambi, lo fanno in fasi diverse del processo mentale e comunicativo e con modalità diverse, uno racconta fatti, l’altro alimenta connessioni nella mente di chi ha già ascoltato.

Lo sketchnote può aiutare te a capire mentre stai ancora elaborando e chi lo leggerà rivivrà ciò che ha ascoltato capendo magari qualcosa che non aveva compreso bene.

L’infografica aiuta gli altri a capire quando tu hai già finito di elaborare. Aiuta solo gli altri, non te.

Questa distinzione è sottile solo in apparenza, ma cambia completamente il modo in cui dovresti “vedere” questi strumenti.

L’importante: chiamare le cose con il loro nome

Non tutto ciò che è visivo è un’infografica, e non tutto ciò che contiene disegnini è uno sketchnote. Usare i termini in modo corretto non è una questione di precisione accademica, ma di efficacia pratica. E nel mio caso, di sopravvivenza 😀

Se vuoi migliorare la tua comprensione e il tuo modo di prendere appunti, lo sketchnote è la strada giusta.

Se vuoi rendere il tuo evento, webinar o lezioni più coinvolgenti, lo sketchnote è la strada giusta.

Se invece vuoi comunicare in modo chiaro e strutturato a un pubblico, allora è il momento di pensare in termini di infografica.

E se ti capita di usare entrambi, tanto meglio: significa che hai capito che pensare e comunicare sono due momenti diversi. E che meritano strumenti diversi.

Se vuoi retention, leggerezza e originalità contattami, entra nel mio mondo spettinato!

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