Ti è mai capitato di avere bisogno dell’idea geniale che stenta ad arrivare? O di cercare una soluzione a una questione delicata e non riuscire a vederla da una prospettiva giusta?
Si dice che l’idea viene quando meno te lo aspetti, questo è sicuramente vero, peccato tu non abbia il tempo che ti colga all’improvviso.
Il Visual Thinking fornisce un metodo per andare a cercare le soluzioni proprio nel momento in cui ti servono, perché stimola il pensiero laterale e accelera le connessioni.
Il Visual Thinking non è, dunque, solo uno strumento visuale ma un vero e proprio approccio mentale.
Per metterlo in pratica non serve saper disegnare, bisogna imparare a vedere.
Non sai cosa sia il Visual Thinking? niente paura, leggi l’articolo nel quale ne parlo.
ARGOMENTI TRATTATI
- Mappe Mentali per il Brainstorming
- Descrizioni organigramma e organizzazione
- Diagrammi per rappresentare processi
- Elevator pitch per presentazioni a clienti e partner
- Presentazione per la consegna di progetti
- Insegnamento di argomenti complessi
Mappe Mentali per il Brainstorming

Le mappe mentali sono uno strumento semplice e allo stesso molto potente del Visual Thinking. Servono per organizzare i pensieri, ideale per il brainstorming e per chi vuole innovare.
Creare una mappa mentale è facile: parti da una parola chiave, la scrivi al centro del foglio e inizi a collegarla ad altre parole o concetti correlati. Come radici che affondano nel terreno esplori ogni idea in profondità. Ottieni così la mappa dei tuoi pensieri che ti permette di individuare idee, problemi e soluzioni.
Il Visual Thinking in ambito aziendale è quindi particolarmente utile quando si ha bisogno di generare molte idee rapidamente, pianificare progetti complessi o sbrogliare concetti di difficile risoluzione.
Per rendere le mappe mentali davvero efficaci segui questi suggerimenti:
- datti un tempo breve: lavorare velocemente riduce l’influenza dei bias cognitivi e stimola idee spontanee;
- scrivi senza giudizio: tutte le idee contano, anche le più insolite;
- crea più ramificazioni possibili: più connessioni fai, più completa sarà la mappa;
- lascia sedimentare le idee: rivedi la mappa dopo qualche ora per capire cosa è veramente utile.
Se vuoi rendere il flusso dei tuoi pensieri ancora più chiaro potresti:
- usare icone: lampadine per le idee, frecce per le azioni, punti esclamativi per le priorità;
- inserire colori: per evidenziare concetti importanti o distinguere categorie;
- modificare la gerarchia del testo: dai maggiore importanza alle idee principali, meno a quelle secondarie;
- usare forme semplici: cerchi, rettangoli e linee aiutano a distinguere le varie connessioni tra concetti.
Le mappe mentali sfruttano la naturale capacità del cervello di memorizzare immagini in maniera più immediata rispetto alle parole. Applicate al brainstorming migliorano la creatività e rendono chiara la comunicazione di concetti articolati.
Descrizioni organigramma e organizzazione

Tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo imbattuti in un organigramma. Si tratta di una rappresentazione grafica della struttura di un’organizzazione, che mostra ruoli, responsabilità e relazioni gerarchiche tra persone o reparti. È un modo chiaro e immediato per avere una panoramica dell’azienda e capire chi fa cosa e come i flussi di lavoro si collegano tra loro.
L’uso di un organigramma è un ottimo esempio di come applicare il Visual Thinking in azienda per rendere il lavoro più fluido, accelerare i tempi decisionali e ridurre gli sprechi di energia in una comunicazione errata. Permette di ragionare vedendo la struttura aziendale e non solo immaginandola.
Un organigramma non serve solo a rappresentare la gerarchia. Può anche aiutare a individuare eventuali criticità nel flusso di lavoro, come:
- due settori che non comunicano tra loro,
- un capo reparto con troppi sottoposti,
- un reparto scoperto o non assegnato.
Avere chiaro dove ci si colloca nella gerarchia aziendale è la base fondamentale per organizzare il lavoro in modo efficiente.
Vi faccio un esempio personale. Ho lavorato per anni come collaboratrice esterna per una grande casa editrice. Una volta ho avuto un piccolo problema amministrativo che si sarebbe risolto con una semplice telefonata. Eppure ci ho messo una settimana! Perché? Dovevo trovare la persona giusta con cui parlare tra le sedi diverse (Roma e Milano) e i dipendenti non si conoscevano tra loro. Con un organigramma chiaro, tutto sarebbe stato risolto in maniera più rapida.
In conclusione l’organigramma trasforma la struttura aziendale in un’immagine leggibile e:
- migliora la comunicazione interna,
- riduce tempi di decisione e intervento,
- evidenzia ruoli, responsabilità e flussi di lavoro,
- aiuta a pianificare crescita, ristrutturazioni e nuove assunzioni.
Dunque è uno strumento essenziale per chiunque voglia ottimizzare l’organizzazione aziendale.
Diagrammi per rappresentare processi
Il Visual Thinking è principalmente una metodologia da mettere in pratica per semplificare i concetti complessi, ragionando attraverso forme semplici, diagrammi e grafici. Quando un processo è particolarmente complicato, disegnarlo può aiutare a ottenere una visione d’insieme chiara.
Capire come visualizzare un problema passa per tappe precise:
- raccogliere tutti i dati a disposizione;
- individuare come visualizzarli meglio (grafico a torta, istogramma, diagramma di Venn, timeline);
- definire le coordinate di riferimento corrette;
- eliminare il superfluo.
Esistono molti diagrammi, grafici e framework visivi utili a questo scopo, scegliere quello giusto è il primo passo necessario per rappresentare efficacemente il processo.
Se vuoi analizzare la situazione attuale di un’attività ben avviata puoi utilizzare la metafora dell’albero. Disegna su un foglio un albero stilizzato. Le radici rappresentano valori e mission aziendale. Il tronco rappresenta il presente. I rami e le foglie il futuro.
Usa post-it per scrivere parole chiave e posizionale nella sezione corretta. Coinvolgi i tuoi dipendenti, confrontati, sposta i foglietti. Vedrai come il cervello elabora ciò che vede generando nuove associazioni e intuizioni utili.
Se invece devi fare una campagna di marketing e distinguerti dai competitor, il diagramma di Venn può essere la scelta giusta. Disegna tre o quattro cerchi che si intersecano: uno rappresenta la tua azienda. Gli altri i competitor.
Negli spazi di intersezione scrivi ciò che vi accomuna, nei cerchi separati ciò che vi differenzia. Avrai così rappresentazione visiva della tua azienda messa a confronto con le altre e questo ti permetterà di individuare punti di forza e quindi opportunità.
Altri strumenti molto conosciuti sono:
- Business Model Canvas
- SWOT Analysis
- Funnel
- Customer Journey Canvas
Tutti strumenti che possono essere raggruppati sotto all’ampio cappello del Visual Thinking in quanto stimolano il cervello a ragionare attraverso schemi, frecce e linee. Non è necessario aggiungere disegni, icone o colori; quello che conta è vedere ciò che serve davvero. Imparare a usare il framework migliore e saper definire i punti di riferimento in base al contesto ti aiuteranno nella risoluzione di problemi sempre più complessi.
Inserire il Visual Thinking in azienda non è dunque un vezzo o solo qualcosa di bello da mostrare: è un metodo solido e testato per potenziare l’elaborazione mentale e notare dettagli che altrimenti sfuggirebbero.
Quando impari a vedere veramente, potrai migliorare notevolmente il modo di ragionare, comunicare e insegnare all’interno della tua azienda.
Potrai potenziare la tua capacità di generare idee e affrontare problemi in modo creativo.
Ci sono molti altri modi per applicare il Visual Thinking in azienda.
Ti ho incuriosito e vorresti saperne di più? continua a leggermi, ho ancora molto da dire.
Elevator pitch per presentazioni a clienti e partner

Ogni azienda sa quanto sia prezioso catturare rapidamente l’attenzione di un interlocutore. L’elevator pitch nasce da questa esigenza: velocità e incisività. Senza giri di parole si va dritti al punto nel presentare un’idea, un progetto o se stessi. Il tutto deve essere svolto nel tempo di una corsa in ascensore, quindi pochi secondi da sfruttare al massimo.
Un pitch per clienti e partner serve per:
- essere incisivi: non perdersi in lunghi discorsi
- comunicare chiaramente il valore della proposta
- stimolare interesse.
Sono gli stessi elementi che non devono mancare in uno sketchnote. Dunque quest’ultimo potrebbe comporre l’intero pitch, una singola immagine sullo specchio dell’ascensore da raccontare nel tempo di una corsa.
Dopo aver tanto parlato di ragionare tramite le immagini dovrebbe risultare chiaro come l’elemento visivo potrebbe essere un valido alleato: il Visual Thinking nelle slide aiuta a semplificare concetti complessi con immagini, diagrammi e parole chiave.
Poiché il cervello umano processa prima le immagini rispetto al testo, si coglie facilmente l’attenzione e il messaggio rimane memorabile.
Le mappe mentali, inoltre, possono risultare uno strumento adatto per preparare l’elevator pitch: collegando parole chiave e idee attorno al tema principale, puoi strutturare un discorso chiaro e incisivo.
Consigli utili per un pitch visuale:
- due immagini affiancate. Una rappresenta la situazione iniziale con il problema, l’altra la soluzione: mostra la differenza. Questo cattura subito l’attenzione facendo capire il valore della tua proposta;
- dati in evidenza: usa un grafico o un diagramma per iniziare, stimolando curiosità e interesse;
- beneficio in prima linea: un’immagine o un’icona che rappresenta il risultato raggiunto;
- tutto in una sola slide: una sintesi visuale da avere sempre sullo schermo.
Non dare il tempo al tuo interlocutore di distrarsi, coinvolgilo con un approccio visivo.
Presentazione per la consegna di progetti
Inizio con il dire la differenza tra presentazioni di progetti e elevator pitch.
L’elevator pitch è molto breve, generalmente dura da 30 secondi a 1 minuto e ha l’obiettivo di catturare rapidamente l’interesse per poi approfondire in seguito.
La presentazione di progetto è più lunga e esaustiva, vuole comunicare in modo completo e dettagliato un progetto, un’idea o un servizio.
In entrambi i casi è evidente come veicolare le informazioni con immagini coerenti al contesto possa supportare il cervello nell’acquisizione di un concetto. Per spiegare un progetto potrebbero servire schemi che ne mostrino le funzionalità, grafici per le performance e immagini per la struttura finale.
Oppure un foglio e una matita per schizzare sul momento l’idea, renderla chiara e visibile immediatamente.
Un esempio, in tal senso, lo prendo in prestito dal libro The Back of the Napkin di Dan Roam. L’autore racconta come saper ragionare attraverso le immagini lo abbia letteralmente salvato da una brutta figura.
Doveva sostituire un collega assente in una conferenza e, durante il viaggio, scoprì che avrebbe dovuto fare anche una presentazione.
Non aveva nulla con sé, allora prese un tovagliolo di carta e iniziò ad abbozzare uno schema semplice e chiaro del progetto.
Seguendolo durante la sua esposizione riuscì a spiegare efficacemente l’idea alla platea che si trovò di fronte.
Questo episodio mostra come un semplice schema, un grafico o uno schizzo possano essere un supporto visivo per un oratore e anche per chi lo ascolta.
Aiuta a collegare concetti, hai tutto disposto davanti ai tuoi occhi, puoi seguire e saltare da un punto ad un altro senza creare confusione in chi ti ascolta. Lui ha, infatti, sempre davanti un flusso visivo da seguire.
È possibile anche presentare l’intero progetto in una sintesi visuale da inserire all’inizio come introduzione: disegni e parole che ne mostrino i contenuti principali quali i servizi e funzionalità del prodotto. E nelle pagine successive i singoli dettagli dello sketchnote iniziale per le varie fasi del progetto.
Con poche frasi e immagini ben calibrate puoi tenere incollato il tuo interlocutore allo schermo.
Insegnamento di argomenti complessi
Lo sketchnote è un modo visivo e inclusivo per dare una forma a ciò che si è imparato, semplificando attraverso metafore ed esempi visivi argomenti complessi. Infatti combinando parole brevi e disegni semplici si creano associazioni mentali che facilitano la comprensione e aumentano la memorabilità dell’argomento.
Si utilizza un codice visivo molto comprensibile, quindi può sostenere anche dipendenti di lingue diverse o con deficit cognitivi, aumentando l’accessibilità dei contenuti.
Per realizzarlo si ascolta o si studia la sessione formativa, si selezionano le idee chiave e si traducono in immagini, icone e parole collegate da frecce e forme; la semplicità è l’elemento centrale di uno sketchnote efficace.
Rispetto alle mappe mentali, lo sketchnote è meno gerarchico e più narrativo: lascia spazio alla creatività personale e alla sequenza degli appunti, pur mantenendo chiarezza nei flussi da seguire.
Una volta completato, offre una visione completa della lezione, permettendo di fare connessioni, collegare elementi e aggiungere nuovi tasselli durante la rielaborazione mentale. Coinvolge entrambi gli emisferi cerebrali, analitico e creativo, migliorando attenzione e il ragionamento. Rende l’apprendimento più coinvolgente e anche divertente.
I formatori, se non sanno disegnare, possono adottare icone o disegni essenziali trovati sul web: l’importante è creare associazioni visive semplici e flussi chiari per generare connessioni e integrazioni, così da stimolare il pensiero critico e la creatività in modo inclusivo e pratico.
Disegnare concetti complessi aiuta dunque a:
- attivare entrambi gli emisferi cerebrali (analitico e creativo),
- rendere immediatamente chiaro ciò che è astratto,
- facilitare la memorizzazione e il ragionamento passo passo.
Il Visual Thinking è una metodologia ad ampio spettro, uno strumento pratico per semplificare, comunicare e innovare.
Dalle mappe mentali agli organigrammi, dai diagrammi di processo agli elevator pitch, fino alle presentazioni di progetto e alla formazione aziendale, ogni immagine conta.
E per adottare il visual nella tua vita, che sia professionale o privata, non serve saper disegnare: serve imparare a vedere.
Guardare le idee, renderle visibili, condividerle e migliorarle.
Se pensi di essere troppo razionale per utilizzarlo ti sbagli, per esperienza personale ti dico che, chi non ha capacità manuali ma è un abile e strategico imprenditore, riesce meglio a sfruttare la magia del Visual Thinking.
Provare, per credere.