CLIENTE: Dott.ssa Antonella Montano, Istituto A.T. Beck
SERVIZIO: Illustrazioni per due libri Erickson sulla Teoria polivagale e per le slide dei suoi corsi
Un incontro fortunato
Ci sono collaborazioni che nascono dai social, altre da un brief mandato via mail e un preventivo. E ce ne sono altre che nascono da una chiacchierata tra amici.
La mia con la dott.ssa Antonella Montano, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, fondatrice e direttrice dell’Istituto A.T. Beck di Roma e Caserta, tra le voci italiane più autorevoli sulla teoria polivagale, è iniziata così: un’amicizia in comune, una conversazione e i miei disegni pronti da mostrare.
Vi racconto come è andata a finire.
Imparare la polivagale con il disegno
Prima di accettare il lavoro non conoscevo la teoria polivagale. L’ho imparata da Antonella seguendo e traducendo in disegno il suo corso pilota sull’argomento.
Mi ha spiegato come funziona il nostro sistema nervoso e mi ha esposto in maniera chiara le sue idee su come rappresentare i concetti dietro a questa materia affascinante.
Non è stato un percorso semplice. Seguire i suoi laboratori significa fare un tuffo dentro se stessi.
È stata certamente un’esperienza che mi ha arricchita profondamente e credo sia il motivo per cui riesco a disegnare questi concetti complessi, li ho attraversati.
La casa della polivagale: il disegno come sintesi

Se conosci la teoria polivagale questa illustrazione la riassume quasi per intero. Incredibile come una casa possa assumere un significato tanto profondo.
L’idea è della dott.ssa Montano. Insieme l’abbiamo costruita, stanza per stanza. La abbiamo arredata, ci abbiamo messo le persone e gli oggetti. Niente è lì per caso.
- Al piano terra il dorso vagale: Colori neri e grigi, il buio, la tristezza. Ci sono le catene. Qui siamo nella fase del blocco.
- Al piano centrale il simpatico: Il piano dell’azione dove si può essere attivati in qualsiasi momento.
- All’ultimo piano il ventro vagale: Il giallo gioioso, caloroso, brillante del sole. La serenità, la sicurezza.
- Le scale ad indicare che si passa da uno stato all’altro nell’arco delle nostre giornate e non è a senso unico.
Notate, dunque, come dietro ogni dettaglio si celi una spiegazione.
Quando guardo questa casina mi sento fiera, la trovo stupefacente: la teoria polivagale racchiusa in una casa.
Due libri, due viaggi, milioni di disegni
I due libri sono nati in periodi diversi, a distanza di mesi l’uno dall’altro. Prima quello per adulti La teoria polivagale in pratica. «Wired to connect», scritto dalla dott.ssa Montano con Valentina Iadeluca. Poi quello dedicato ai bambini e ai contesti educativi, La teoria polivagale in età evolutiva, scritto con Roberta Rubbino.
L’unica costante sono i colori: accesi, contrastati. Una scelta della dottoressa, che ama i toni forti, decisione che si è rivelata anche funzionale, perché in stampa i libri escono in bianco e nero, e serve contrasto per farli vedere al meglio.
Per il resto, lo stile cambia radicalmente. Nel libro per bambini le forme si fanno tondeggianti, morbide. Loro hanno dei piccoli animali guida inventati da me:
- la tartaruga per il dorso vagale. Si nasconde nel suo guscio.
- la tigre per il simpatico: Attiva, grintosa e sempre a caccia.
- il cane per il ventro vagale. L’animale domestico per eccellenza, il calore, la sicurezza.

Personaggi fissi che i bambini ritrovano di pagina in pagina. Non è un vezzo estetico: è pensato per rassicurare, per dare continuità a chi ne ha davvero bisogno.
Il libro per bambini è nato come “secondo”: molte illustrazioni riprendono quelle del libro per adulti, con i bambini al posto dei grandi.
È stato molto interessante questo passaggio per me. Ho cambiato stile. Il disegno doveva essere più giocoso e dinamico.
E nel farlo ho notato dettagli del magico mondo dei piccoli che noi adulti abbiamo dimenticato.
Il disegno che ho amato maggiormente
Uno dei disegni che ho amato di più fare è stato quello della neurocezione.

Per spiegarla abbiamo disegnato delle antenne, tutte diverse tra loro. È stato molto divertente trovarne sempre di nuove.
Tante e diverse. Ognuno di noi ha, infatti, le sue antenne e ognuno percepisce la realtà attraverso il suo vissuto.
Il trigger, l’elemento di “attivazione” del sistema nervoso è diverso da persona a persona.
Nella versione adulti la ragazza pensa di essere seguita. Al buio, la sera, da sola.
Nella versione per i più piccoli abbiamo pensato fosse troppo ansiogeno, così la bimba è attivata dai suoi coetanei che giocano con la fionda alle sue spalle.
Stessa dinamica neurofisiologica, due mondi emotivi diversi.
Dietro ogni disegno c’è una discussione, una scelta, spesso una correzione.
Nulla è lasciato al caso: le idee della dott. Antonella Montano si condensano in disegni sul foglio di carta.
Ha funzionato il disegno nel libro?
Sono stati tutti entusiasti del risultato ed io ho provato molta soddisfazione nel portarlo a termine.
Sui numeri di vendita dei libri non mi esprimo ma un indizio c’è: dopo il libro per adulti è arrivato quello per bambini e negli Stati Uniti è uscita anche una versione in inglese.
Non credo sia un caso.
Quindi direi di continuare. Bolle già qualcosa in pentola ma non posso anticipare nulla.
Concludo ringraziando Antonella per questa esperienza, vi lascio con la conferma che, se nascessi di nuovo, vorrei essere una neuro scienziata per conoscere tutti i segreti della mente.
Per questa mi limito ad offrire una SPA per mente.
Che dici? Hai un progetto complesso da tradurre in immagini e hai paura di banalizzarlo?
Facciamo due chiacchiere.
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