Inviata “Visuale” di Giulia Bezzi per LeRosa
Questo caso studio ha una struttura leggermente diversa dagli altri, perché è un po’ speciale. Uno dei miei primi eventi condivisi con il mondo esterno. Gli sketchnote questa volta non sono rimasti nel mio cassetto ma li ho condivisi con tutti.
Una data da ricordare, dunque: 9 maggio 2025.
La location era nella bella Napoli, presso il Palazzo Caracciolo, SEOZoom Day: un evento dedicato a SEO, AI e content marketing. Io ero lì. Ad accogliermi un luogo antico: colonne bianche ospitano tecnologia e innovazione. Un incontro tra passato e futuro.
Il brusio di tanti professionisti riuniti per una giornata di formazione e crescita diventa così l’inizio di un percorso che dura un giorno intero.
Continua nella lettura e scoprirai perché il SEOZoom Day è molto più di un semplice evento di formazione.
Perché è stato bello partecipare?
Partecipare ad un evento di formazione del calibro SEOZoom Day per me è stato molto stimolante: una vera e propria palestra per la mente. Idee, riflessioni e spunti diversi per lavorare al mio business.
È stato molto rigenerante uscire dalla mia quotidianità, vedere luoghi nuovi, sentire discorsi differenti, venire in collisione con punti di vista anche molto distanti dai miei. Mi ha dato la possibilità di confrontarmi con una realtà non mia. Mi si sono aperti scenari mai immaginati e spiragli a nuove collaborazioni future.
Penso che queste occasioni siano utili proprio per fare rete con le persone, persone che, forse, non avresti mai incontrato in altri luoghi. È un arricchimento sia a livello personale che professionale. Contaminare e farsi contaminare, per questo vale sempre la pena esserci!
È emozionante vedere dal vivo i volti delle persone che affollano il feed del tuo social. Li hai lì, vicino a te e ti sembrano più umani e raggiungibili: veri. Le call, i corsi on demand, le mail sono mezzi potenti, abbattono le distanze, danno possibilità di collaborare da tutto il mondo, però guardarsi, per me, ancora ha quel valore in più. Siamo molto più di una foto e un post con belle parole. Siamo sguardi, modi di fare, outfit e sorrisi.
A dare un grande spessore alla giornata sono stati indubbiamente gli speech che si sono susseguiti sul palco. Una formazione a tutti gli effetti: non lezioni accademiche, ma casi reali, demo di tool, consigli operativi. Ho avuto modo di chiarirmi le idee su come la AI stia cambiando le carte in tavola, come la SEO sia sempre viva e vigile e mi porto a casa qualche suggerimento utile per affrontare questo periodo storico pieno di novità impattanti per il mondo intero.
Per concludere sono molto soddisfatta di aver partecipato a SEOZoom Day perché:
Formarsi è importante per la crescita professionale: ho acquisito qualche nozione in più su SEO, IA generativa e nuovi tool che ho potuto sperimentare fin da subito.
Fare rete allarga la mente e apre portoni: ho stretto mani, scambiato biglietti da visita e raccolto inviti a future collaborazioni.
Spezzare la monotonia con l’energia della “trasferta”: un fine settimana diverso, lontano dalla scrivania, qualche volta è una boccata d’aria che ci fa ripartire con più grinta e motivazione.
Questa esperienza è stata una conferma: uscire dal guscio è un investimento su se stessi. Non vedo l’ora di mettere in pratica ciò che ho imparato e di rivivere presto un’altra giornata di formazione collettiva.
I miei speech preferiti con tanto visual thinking

Una giornata intensa, all’insegna della formazione e della condivisione. Cinque interventi, uno più interessante dell’altro, capaci di tenere alta l’attenzione e accendere riflessioni. Li ho seguiti tutti con grande piacere e curiosità. Ho avuto modo di tradurre in disegni gli speech di:
Ivano Di Biasi;
Salvatore Russo;
Gennaro Mancini;
Giuseppe Liguori;
Elisa Contessotto.
Gli speaker ci hanno aggiornato sullo stato di salute della SEO e ciascuno, con il proprio stile, ci ha regalato il suo sguardo sul digital. Una vera ispirazione per me, non potevo non usare il metodo del visual thinking per catturarli. Tablet pronto, schermata bianca sulla quale esprimermi, mente connessa. Si parte.
Ci sono stati alcuni interventi che ho percepito più vicini, probabilmente più affini al mio percorso e al mio business. Quello di Ivano Di Biasi è stato uno di questi. Ha aperto l’evento con il suo intervento “Prendi parte al cambiamento”, un invito a riflettere su quanto il nostro modo di comunicare online si stia evolvendo.
Ha ribadito un concetto fondamentale: la SEO resta il pilastro del web, anche se l’intelligenza artificiale ha rimescolato le carte. Google osserva con sempre più attenzione i social media, tiene conto di condivisioni, interazioni, relazioni: l’autorevolezza del brand adesso è più che mai importante. Il business ormai è multicanale.
Ottimizzare oggi significa creare contenuti di valore reale, profondamente rilevanti. L’intelligenza artificiale è un alleato potente, ma non sostituisce la visione strategica né la capacità di leggere a fondo il pubblico. Serve empatia, intuito e una lettura “umana” dei dati. Capire cosa c’è dietro una query, intuire i bisogni e trasformare le ricerche in esperienze. Conclusione? La SEO non è morta. È viva, anzi più vitale che mai. Solo, è cambiata.
Mi è piaciuto molto anche l’intervento di Salvatore Russo dal titolo eloquente: “Come i piccoli brand possono battere i giganti”. In certi momenti ho avuto addirittura la sensazione che parlasse proprio a me. Mi ha trasmesso energia, concretezza, voglia di fare. Ha saputo toccare le mie corde e mi ha regalato spunti pratici per rafforzare il mio brand, anche con le mie risorse limitate. Due sue frasi su tutte hanno catturato la mia attenzione:
“Non è il budget a rendere grande un brand, ma il brand che porta grandi guadagni”: un messaggio forte, condiviso da molti degli interventi della giornata. Ha parlato di contenuti autentici, di storytelling che creano legami, di idee che fanno la differenza.
“Le persone credono alle storie in cui si riconoscono”: questa frase mi è rimasta in mente. Ci ricorda che siamo esseri sociali, alla ricerca di appartenenza. E forse è anche per questo che sono fiera di far parte di questa bellissima community di donne, LeROSA, con cui condivido l’obiettivo di far emergere talento, valore e professionalità, insieme.
Perché usare il visual thinking agli eventi
Spesso mi sento chiedere: perché usare il visual thinking agli eventi? Per me la risposta è una sola: è il mio unico modo di comunicare e quindi apprendere. Io ragiono così. Disegnare mentre qualcuno parla può sembrare un gesto infantile, un vezzo; in realtà è una tecnica cognitiva molto potente e performante. Significa essere in grado di sintetizzare concetti con immagini e parole in modo rapido. Saper eliminare il superfluo per mettere in risalto l’essenziale.
Ci sono molti benefici nel mettere in campo il visual thinking:
- aumento della concentrazione: io, ad esempio, mentre disegno mi immergo completamente nel discorso e riesco a tenere lontane tutte le distrazioni esterne. È come entrare in un’altra dimensione dove mi sento attraversata da un flusso di energia. Sono lì per cogliere concetti, dividerli per importanza, collegarli ad altri affini e associar loro disegni;
- migliore memorizzazione: disegnare aiuta a fissare i concetti, così anche a distanza di giorni ti basterà sfogliare il quaderno per riattivare l’intero ragionamento e non scordarlo più;
- semplificazione: per stare dietro al discorso si deve imparare a catturare solo i concetti principali, filtrare e cogliere il messaggio del discorso. Si fissano così poche nozioni ma chiare che saranno alla base di un ragionamento futuro;
- accessibilità ampliata: un’immagine vale più di mille parole. Vengono comprese con maggiore facilità da chi non ha il tuo stesso background tecnico facilitando la comprensione trasversale;
- condivisione e follow up: postare uno sketchnote su LinkedIn o su un altro social o anche inserirlo in un articolo di un blog attira l’attenzione, fa rivivere la giornata in maniera più visuale a te e a tutti coloro che hanno partecipato. Può essere un ottimo modo per farti conoscere.
- Non serve essere disegnatori esperti per prendere appunti in questo modo, la capacità davvero indispensabile da possedere è saper sintetizzare e cogliere l’essenza di ciò che ti circonda. Imparare ad osservare senza pregiudizio e saper semplificare. Vi dice niente la frase “ti devo fare un disegnino”. Se riesci, perché no!
Lo sketchnote serve per fissare concetti e può diventare un elemento di branding perché porta la firma visiva dell’evento. È un modo per dare valore a chi parla, mostrando attenzione ai dettagli, e per lasciare un segno tangibile di ciò che si è vissuto.
In sintesi, non si tratta di scarabocchiare, si tratta di accendere la mente, mappare le parole che ascolti, collegarle e collocarle in uno spazio definito in modo da poterlo avere sotto occhio anche a fine giornata e nei giorni successivi ancora. Se lo vedi, lo capisci sicuramente meglio. E tutto con un tablet.
LeROSA al SEOZoom Day: opportunità di crescita e incontri

SEOzoom Day è stata un’ottima occasione per conoscere di persona alcune mie compagne di viaggio in questa meravigliosa avventura come blogger del magazine LeROSA. Dopo mesi di commenti su Linkedin, call e messaggi in whatsapp, finalmente quei semplici contatti si sono trasformati in relazioni.
Ritrovarsi faccia a faccia, stringersi la mano: tutto questo ha reso la conoscenza reciproca più autentica. Stefania, Annalisa e Luisa adesso sono parte del mio vissuto.
Il bello di partecipare a eventi di formazione o informativi è la possibilità di ampliare le proprie prospettive, vedere il mondo da angolazioni differenti, trovando, a volte, esattamente quella che ti serviva in quel momento della tua vita professionale.
La condivisione non impoverisce, ma moltiplica valore: ogni idea regalata ti ritorna potenziata dal confronto. I brevi momenti di interazione con sconosciuti, come una battuta in fila al caffè, hanno contribuito a rendere indimenticabile questa giornata.
Gli organizzatori hanno dedicato molto spazio al network, l’idea del badge l’ho trovata geniale. Ci hanno dato il cartellino con il nome, e fin qui tutto normale, ma su ognuno di essi c’era una scritta, non per tutti uguali. Perché? Perché era solo un terzo di una frase di senso compiuto e per completarla dovevi trovare due partecipanti “compatibili” con le tue parole. Un’ottima occasione per rompere il ghiaccio.
La fase finale, poi, ha acceso i riflettori su di noi. Ci hanno dato la possibilità di raccontarci in pochi minuti sul palco. Professionisti come me si sono messi in gioco e hanno parlato del loro business, dei loro valori, dei loro obiettivi. Come il padre di un ragazzo autistico che lotta affinché suo figlio sia integrato, visto e rispettato. Come è giusto che sia.
SEOZoom Day ha significato per me:
- crescita personale, sono uscita dalla mia zona di comfort;
- formazione sul mondo del digitale;
- consapevolezza di potercela fare;
- grinta di continuare;
- nuove persone nella mia vita: Annalisa, Stefania e Luisa;
- selfie e ricordi.
Partecipa anche tu al prossimo evento: è il consiglio migliore che mi sento di dare. Uscire di casa è un investimento che ti ripaga nettamente in connessioni, ispirazione e competenze nuove da mettere in campo.
Sei un formatore e devi partecipare ad un evento o sei tu ad organizzarne uno nella tua città o online? Pensi io possa essere la soluzione adatta per alzare la retation e tenere alta l’attenzione sul tuo contenuto anche a luci spente?
Ti consiglio di andare a vedere la pagina dedicata. Scoprirai se sono giusta per te.
SKETCHNOTE PER EVENTI